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DARK SHADOWS
(Dark Shadows)
Genere:Fantastico
Regia: Tim Burton
Interpreti: Johnny Depp (Barnabas Collins), Michelle Pfeiffer (Elizabeth Collins Stoddard, Helena Bonham Carter (dott.ssa Julia Hoffman), Eva Green (Angelique Bouchard), Jonny Lee Miller (Roger Collins), Bella Heathcote (Victoria Winters/Josette DuPres), Chloe Moretz (Carolyn Stoddard), Jackie Earle Haley (Willie Loomis), Christopher Lee (Clarney), Gulliver Mcgrath (David Collins), Alice Cooper (se stessa), Susanna Cappellaro (Naomi Collins).
Nazionalità: Stati Uniti
Distribuzione: Warner Bros Pictures Italia
Anno di uscita: 2012
Origine: Stati Uniti (2012)

Soggetto: John August, Seth Grahame Smith dalla omonima serie televisiva ideata da Dan Curtis per la ABC (1966

1971)

Sceneggiatura: Seth Graham Smith

Fotografia (Panoramica/a colori): Bruno Delbonnel

Musiche: Danny Elfman

Montagg.: Chris Lebenzon

Durata: 118'

Produzione: Richard D. Zanuck, Graham King, Johnny Depp, Christi Dembrowski, David Kennedy.
Giudizio: Consigliabile/brillante * *
Tematiche: Famiglia; Fantascienza;  
Soggetto: Nel 1750, dalla natia Liverpool Joshua e Naomi Collins, con il piccolo figlio Barnabas, arrivano negli Stati Uniti, fondano un'attività ittica e diventano talmente importanti da dare alla cittadina doev si sono fermati il nome derivato di Collinsport. Cresciuto, ricco e cinico playboy, Barnabas fa innamorare di sè Angelique Bouchard, una strega che, di fronte al rifiuto di lui, lo trasforma in un vampiro e lo seppellisce vivo. Due secoli dopo, nel 1972, Barnabas ritorna in vita, arriva nella grande dimora di famiglia e conosce i discendenti 'moderni' dei lontani parenti. I problemi non mancano, ma soprattutto quello principale resta insoluto: Barnabas deve ancora fare i conti con Angelique, anche lei tornata in vita e con la maledizione di un amore mai consumato.
Valutazione Pastorale: Le suggestioni letterarie e pittoriche del copione sono innumerevoli. Altrettanto numerose sono le occasioni che Burton ha offerto in passato circa la propria capacità di dare corpo ad un'ispirazione tra gotic e horror fatta di fervore immaginativo, capacità oniriche, identità mutevoli. Così questo nuovo copione, che unisce trasversalmente il 1570 con il 1972, aggredisce il sentire fiabesco con scarti narrativi che entrano nelle pieghe del passato preda di stregonerie e incanti, e in una contemporaneità americana (gli anni Settanta del secolo scorso) malata di utopie, ideologie, psichiatri dai fragili equilibri. I 'mostri', di ieri e di oggi, vivono una solitudine sulla quale calano gli effetti di un amore forte ma timido, destinato a soccombere. Mascherarsi diventa l'unica maniera per sopravvivere, anche attraverso i secoli. Scombinato, molto malinconico, spesso indefinibile, il racconto stempera gli ostacoli esistenziali in una ironia vivida e pungente. Burton affida ad un occhio deformante lo scorrere del tempo tra follia e ragione, e il film, dal punto di vista pastorale, è da valutare come consigliabile, e nell'insieme brillante.
Utilizzazione: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e in successive occasioni come proposta di spettacolo visivamente ricco e coinvolgente. Attenzione è da tenere per minori e piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di dvd e di altri supporti tecnici.
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