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MOLTO FORTE, INCREDIBILMENTE VICINO
(Extremely Loud and Incredibly Close)
Genere:Drammatico
Regia: Stephen Daldry
Interpreti: Tom Hanks (Thomas Schell jr.), Sandra Bullock (Linda Schell), Thomas Horn (Oskar Schell), Max Von Sydow (Thomas Schell sr.), Viola Davis (Abby Black), John Goodman (Stan il portiere), Jeffrey Wright (William Black), Zoe Caldwell (nonna di Oskar), Hazelle Goodman (Hazelle Black), Adrian Martinez (Hector Black), Diane Cheng (Fong Black).
Nazionalità: Stati Uniti
Distribuzione: Warner Bros Pictures Italia
Anno di uscita: 2012
Origine: Stati Uniti (2011)

Soggetto: tratto dal romanzo omonimo di Jonathan Safran Foer

Sceneggiatura: Eric Roth

Fotografia (Scope/a colori): Chris Menges

Musiche: Alexandre Desplat

Montagg.: Claire Simpson

Durata: 129'

Produzione: Scott Rudin.
Giudizio: Raccomandabile/poetico/dibattiti * * *
Tematiche: Adolescenza; Famiglia - genitori figli; Letteratura; Metafore del nostro tempo; Morte; Solidarietà-Amore; Storia;  
Soggetto: Thomas Schell jr. è morto nell'attentato alle Torri Gemnelle l'11 settembre 2001. Il figlioletto Oskar, nove anni, non è riuscito a parlarci nel giorno "più brutto", e ora, cercando nelle cose del padre scomparso, trova una piccola busta con un nome sopra e una chiave. Da quel momento il suo obiettivo è trovare la serratura della chiave e il titolare dl nome Black. Ricerca difficile e densa di ostacoli, indispensabile per ricollocare nelle giuste dimensioni il ricordo del padre e riallacciare il rapporto con la madre Linda.
Valutazione Pastorale: L'America del dopo 11 settembre 2001 è rimasta nuda, inerte, atterrita, colpita in quell'età infantile che lascia ferite profonde. Oskar ne è l'esempio vivente, prototipo di un'adolescenza rimasta orfana senza motivo e chiamata a inventarsi una rinascita non ipotizzabile. Oskar attraversa un disequilibrio affettivo accentuato, che significa ribellione verso tutto e tutti, ricordo costante del padre, ostilità verso la mamma. C'é un assenza che non si rimargina, un lutto che non viene elaborato: se non dopo un itinerario tormentato, spigoloso, irto di contraddizioni. Oscar compie un cammino ostico attraverso le anime di New York, i contorni in chiaroscuro di un territorio sfuggente e variegato. Un percorso di formazione, fatto di incontri/scontri con la Storia e le generazioni. Forse la ricerca dell'adolescente passa attraverso qualche precisazione di troppo, e un certo didascalismo appanna gli obiettivi. Resta la voglia sofferta di un nuovo inizio, la risposta ad una tragedia che non può né deve significare resa o sconfitta. Oskar è l'America del futuro che reagisce. Regia plasmata su un pentagramma drammatico dolce e timido, a misura di 'ragazzino'. Approdo forte e convinto per un film che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come raccomandabile, poetico e adatto per dibattiti.
Utilizzazione: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in altre occasioni come prodotto intenso, di immediato coinvolgimento, opportuno.
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