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THE MASTER
(The Master)
Genere:Drammatico
Regia: Paul Thomas Anderson
Interpreti: Joaquin Phoenix (Freddie Sutton), Philip Seymour Hoffman (Lancaster Dodd), Amy Adams (Peggy Dodds), Laura Dern (Helen Sullivan), Ambyr Childers (Elizabeth Dodd), Rami Malek (Clark),Jesse Piemons (Val Dodd), Kevin J. O'Connor (Bill William), Christopher Evan Welch (John More), Jillian Bell (Susan Gregory).
Nazionalità: Stati Uniti
Distribuzione: Lucky Red
Anno di uscita: 2013
Origine: Stati Uniti (2012)

Soggetto e scenegg.: Paul Thomas Anderson

Fotografia (Panoramica/a colori): Mihai Malaimare jr.

Musiche: Jonny Greenwood

Montagg.: Leslie Jones, Peter McNutty

Durata: 137'

Produzione: Joanne Seller, Daniel Lupi, Paul Thomas Anderson, Megan Ellison.
Giudizio: Complesso/problematico/dibattiti
Tematiche: Amicizia; Famiglia; Giovani; Guerra; Libertà; Metafore del nostro tempo; Politica-Società; Storia;  
Soggetto: Stati Uniti, 1950. Prigioniero dello stato di sbandamento esistenziale che colpisce i reduci di guerra, Freddie vaga ubriaco e si ritrova su una imbarcazione sconosciuta. A salvarlo è Lancaster Dodd, uomo dall'eloquio facile e dai modi carismatici. Freddie ne resta magnetizzato e si fa convincere a seguirlo nella nascita e nello sviluppo di un movimento pseudofilosofico, di cui il giovane deve diventare testimone e alimentare con il proselitismo. All'entusiasmo iniziale fa però seguito un nervosismo crescente. Freddie resta intrappolato nelle spregiudicate operazioni di Lancaster, che finisce anche sotto accusa ma riesce ad uscirne. I contrasti fra i due si fanno via via più aspri. Quando Lancaster va in Inghilterra, Freddie lo raggiunge ma la sintonia tra i due è ormai compromessa.
Valutazione Pastorale: Se qualcuno ha bisogno di mettere a fuoco la vicenda con più precisi riferimenti di cronaca, può fare riferimento a Scientology e al ruolo che questo "movimento" ha suscitato e sta suscitando nella società statunitense. L'impressione però è che la soluzione scelta di non entrare palesemente nella citazione di luoghi e persone sia quella giusta. Liberatosi infatti dalle secche della polemica più facile, Anderson scrive un copione duro e compatto e lo mette in scena con straordinaria incisività. Scolpisce due caratteri aspri e inconciliabili, facendone i prototipi di un'America che usciva vincitrice dalla guerra ma aveva da curare profonde ferite umane e esistenziali, da ricucire un tessuto sociale slabbrato e lacerato. Intorno a Freddie e Lancaster, modellati con vigoroso realismo dai due interpreti principali, il regista compatta un ritratto cupo, arrabbiato, visionario affidato a immagini aggressive, nervose, costruite su poesia e rabbia: un affresco che affonda nelle pieghe nascoste dell'anima americana e ottiene risultati che infrangono la convenzione temporale e diventano senza età. Un grande spaccato d'ambiente e della mente, del cuore e della ragione, che non evita qualche passaggio più arrischiato e provocatorio. Il film, dal punto di vista pastorale, è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.
Utilizzazione: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, con preferenza per un pubblico più attento al tipo di proposta, di densa e sfaccettata problematicità. Molta attenzione è da tenere per minori e piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di dvd e di altri supporti tecnici.
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