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Eucaristia al centro dei lavori di Ac ad Ancona   versione testuale









L’Eucarestia come dono. L’Eucarestia come responsabilità. L’Eucarestia come cuore della missione. L’Azione cattolica si è ritrovata ad Ancona dal 10 al 12 settembre, a un anno esatto dal Congresso eucaristico del settembre 2011, per l’ormai tradizionale Convegno dei presidenti e degli assistenti diocesani. E’ stato un incontro straordinario per diversi motivi: il ritrovarsi nella stessa sede in cui fra un anno la Chiesa italiana mediterà sulla centralità dell’Eucarestia nella vita delle comunità e del mondo, l’imminente pubblicazione degli Orientamenti pastorali dei vescovi italiani, dedicati al compito urgente dell’educazione, l’avvio, di lì a qualche settimana, del cammino assembleare dell’associazione (che partirà dalle parrocchie in autunno e si concluderà con l’Assemblea nazionale del 6-8 maggio 2011), la celebrazione in ottobre, a Reggio Calabria, della Settimana sociale dei cattolici italiani. Al centro del convegno, dunque, Cristo che si spezza per l’uomo. Un dono di salvezza che, per i laici impegnati, si trasforma nella responsabilità di un annuncio gioioso e costante. L’incontro è stato un intenso itinerario spirituale, per ritrovare le motivazioni essenziali e autentiche dell’impegno per l’uomo attraverso il servizio associativo. “Solo ritrovandosi nelle fondamenta della fede, infatti, l’Azione Cattolica è in grado di rilanciare la propria presenza nel mondo, in modo particolare in vista dell’itinerario assembleare, che chiamerà i soci a meditare non tanto su incarichi e ruoli, quanto sulla propria adesione al Vangelo e sulla responsabilità della testimonianza – spiega una nota di Ac -. In questo senso, allora, è evidente il collegamento con il Congresso eucaristico del 2011, intitolato Signore, da chi andremo? Una domanda che ci interpella sia come discepoli sia come persone che vogliono umilmente farsi carico della sete di Dio dei fratelli”.  Innestare il tema della responsabilità nella più ampia riflessione sulla centralità eucaristica ha significato, per i presidenti e gli assistenti di Ac presenti “purificare le intenzioni e, nello stesso tempo, ricercare le passioni e gli slanci necessari per raccontare a tutti la propria fede, per incidere con gli altri sul tessuto sociale, per coinvolgere altre persone nell’avventura associativa, per sostenere instancabilmente le associazioni territoriali”.