PREMESSA
Il cinema sta vivendo anni di grandi cambiamenti. Il ruolo della tecnologia sta modificando e ampliando sia l’offerta che la fruizione cinematografica. La sala, il cuore pulsante e affettivo della filiera del cinema, si vede contendere spettatori oltre che dalla visione domestica, tra dvd e pay tv, anche da internet (attraverso il download, cioè lo scaricamento di film dalla rete, sia legalmente sia, purtroppo, illegalmente), dalla videotelefonia e dall’iPod. È una serie di nuove possibilità che attraggono il consumatore e l’appassionato. Al cinema sono così offerti nuovi canali di accesso per raggiungere il potenziale spettatore.
Di fronte a tale mutato scenario, è necessario ricordare che i criteri per la valutazione dei film, utilizzati dalla Commissione Nazionale, furono approvati dalla Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana il 30 marzo 1984: sono ormai trascorsi quasi venticinque anni e da tempo si sente la necessità di ritoccare tali parametri, tenendo presente che il lavoro della Commissione costituisce oggi un importante e autorevole servizio alle famiglie che, meno interessate alla fruizione cinematografica in sala, necessitano un orientamento nell’abbondante offerta di palinsesti cinematografici gratuiti o a pagamento. Inoltre, dopo la ripresa associativa dell’ACEC (Associazione cattolica esercenti cinema) e la riapertura di molte “sale della comunità” si rende necessario un adeguato accompagnamento dei responsabili della programmazione per un sempre migliore servizio culturale sul territorio e alla comunità cristiana.
VALUTAZIONE
Si tratta di un giudizio morale ai fini pastorali (cfr. Regolamento della CNVF), ufficiale e motivato, rivolto a tutti gli spettatori, al fine di orientarsi nella vasta produzione e di essere aiutati a costruirsi un giudizio critico, e ai responsabili delle sale della comunità o comunque dipendenti dall’autorità ecclesiastica, che sono tenute a programmare i film “secondo le indicazioni dell’autorità ecclesiale o religiosa competente in campo nazionale” (decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28, art.2, comma 10).
CLASSIFICAZIONE
La classificazione, che può essere correttamente compresa unitamente alla valutazione, è un’espressione sintetica del giudizio formulata attraverso due parole:
- la prima parola esprime la valutazione globale del film;
- la seconda parola indica la facilità o difficoltà di lettura del film, oppure specifica la motivazione della valutazione globale.
Elementi della scheda di valutazione
- il genere del film, come approccio fondamentale per comprenderlo nella sua “carta d’identità”;
- il destinatario, ovvero il segmento di pubblico cui il film può essere destinato;
- la valutazione pastorale, comprendente un testo che ne sviluppa le motivazioni e l’analisi.
Generi individuati
- animazione
- avventuroso
- azione
- biografico
- commedia
- documentario
- drammatico
- fantascientifico
- fantastico
- fiabesco
- grottesco
- horror
- metafora
- musicale
- poliziesco
- religioso
- satirico
- storico
- thriller
- western
Fasce dei destinatari
- giovani
- adolescenti
- ragazzi
- bambini
- famiglie
Valutazioni pastorali
Valutazione globale (prima parola)
Raccomandabile: film positivo o comunque privo di elementi negativi, di elevato valore formale, ricco di contenuti etico-culturali.
Consigliabile: film sostanzialmente positivo, perciò destinato alla programmazione ordinaria.
Complesso: film che non può essere accettato globalmente per la presenza di alcuni aspetti fortemente problematici dal punto di vista morale.
Futile: film privo di autentici contenuti etico-culturali e/o di valori formali, trattati comunque con superficialità.
Sconsigliato – Non utilizzabile: film non proponibile per la mancanza di contenuti etico-culturali e per un modo narrativo immorale o licenzioso.
Specificazione (seconda parola)
Semplice: film di facile e immediata comprensione.
Superficiale/Superficialità: film che affronta con leggerezza o banalità situazioni o temi d’importanza.
Velleitario: film che presume grandi temi o propositi, ma realizzati in modo carente come contenuto e stile.
Poetico: film di spessore poetico-lirico, che analizza con verità i sentimenti e le situazioni umane.
Brillante: film vivace, dai modi divertenti e dallo stile scorrevole.
Problematico: film che affronta in profondità temi di rilievo, di forte impatto morale.
Volgarità: filmpesante nelle espressioni verbali e nei costumi con effetti negativi sullo spettatore.
Violento: film in cui la violenza viene ripetutamente proposta quando non esaltata.
Realistico: film che propone una lettura della vita ispirata direttamente alla realtà.
Grossolano/Grossolanità: film dal linguaggio e dalle situazioni grevi, talora un modo gratuito.
Scabroso/Scabrosità: film in cui le espressioni verbali e comportamentali esigono riserve morali.
Negativo: film dai contenuti etico-morali in forte contrasto con la dignità umana e/o pervertitori della coscienza cristiana.
NORME DISCIPLINARI PER LE SALE DELLA COMUNITÀ O COMUNQUE DIPENDENTI DALL’AUTORITÀ ECCLESIASTICA
Attività ordinaria della sala
Per attività ordinaria della Sala si intende la programmazione aperta al pubblico e, di norma, senza materiale critico adeguato (scheda, presentazione, dibattito).
I film classificati Sconsigliato - Non utilizzabile sono sempre esclusi da tale programmazione.
La programmazione dei film classificati Complesso è condizionata al giudizio responsabile del titolare della sala e alla predisposizione di un adeguato supporto critico per gli spettatori (scheda, presentazione, dibattito), tenendo conto dell’età e dei destinatari del film.
Attività culturale nella Sala
Per attività culturale nella Sala si intendono tutte le attività di non ordinaria programmazione direttamente gestite dalla Sala o dai circoli di cultura cinematografica con un preciso profilo culturale e di studio (cineforum).
I film classificati Sconsigliato - Non utilizzabile, ma di rilevante spessore culturale, possono essere programmati in specifiche circostanze di studio e di ricerca sotto la responsabilità del titolare della sala e a condizione che la proiezione sia riservata esclusivamente a un numero non indiscriminato di persone (soci dei circoli di cultura cinematografica o gruppi ristretti di lavoro).
I film classificati
Complesso possono essere utilizzati a giudizio del responsabile della Sala tenendo conto anche in maniera prudente dell’età e della maturità dei partecipanti.