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Il campanile e la giostra - Circhi, luna park e fiere: convegno Migrantes
SIR (8 settembre 2010)

 
 
"Il campanile del circo e luna park": è stato questo il tema del convegno nazionale promosso dall'Ufficio per la pastorale dei circensi e fieranti della Fondazione Migrantes che si è svolto a Roma dal 30 agosto al 3 settembre scorsi.
 
 
Una sola Chiesa. Il tema del campanile, ha esordito mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, è "suggestivo, ma anche carico di impegni. Spinge ad agire. Spinge ad andare, a camminare, a viaggiare, sapendo che dentro ogni nostro viaggio, da quello breve di ogni giorno al viaggio della vita, si costruisce il nostro futuro". "Vi auguro e mi auguro - ha aggiunto mons. Perego - che questo convegno sia una tappa importante della nostra consapevolezza di essere una sola Chiesa e che ogni nostro cammino e sosta, sotto lo stesso campanile, siano arricchiti da nuovi incontri e relazioni. La missione della Chiesa oggi, la 'nuova evangelizzazione', ha bisogno di 'operatori di strada', di 'operatori di gioia' che aiutino a creare nelle città e nelle comunità un clima di serenità, di confronto e di dialogo. Il campanile non rievoca per noi una nuova forma di campanilismo, di chiusura, ma una stagione rinnovata di universalismo cristiano. Ancora una volta il campanile richiama un'Eucaristia 'per noi e per tutti'". Richiamando il tema del convegno, mons. Perego ha poi sottolineato che il campanile richiama l'attenzione di tutti ad "avvolgere e coinvolgere" e "non è poi mai slegato dalla piazza, luogo della comunità civile e religiosa. Pur in cammino, anche le persone circensi e fieranti ne fanno parte, sono cittadini".
 
Solidi e resistenti. Ai partecipanti al convegno è giunto anche il messaggio del presidente del Pontificio Consiglio per i migranti e gli itineranti, mons. Antonio Maria Vegliò, nel quale si sottolinea che "un campanile non richiama mai a sé soltanto. Anche voi avendo ricevuto il mandato dalla Chiesa - si legge - operate sempre nel suo nome, nell'evangelizzazione, nella catechesi e nell'esercizio della carità". Da qui l'invito ad essere "entusiasti del vostro servizio", "autentici" e "saldi" nella testimonianza come "solidi e resistenti appaiono i tradizionali campanili delle chiese per permettere ai circensi e fieranti di trovare sempre in voi un punto di riferimento per la loro fede".
 
Proposte e preoccupazioni. Il convegno - al quale è intervenuto anche il presidente della Commissione Cei per le migrazioni, mons. Bruno Schettino - è stato un "laboratorio" sui temi della presenza della Chiesa nel mondo dei viaggianti. "Ci siamo messi in ascolto delle persone che concretamente vivono l'esperienza del 'viaggio' confrontando idee ed esperienze", hanno scritto i partecipanti nel documento finale, sottolineando che il viaggiante "ci ricorda che la Chiesa è in cammino. Più che accoglienza reciproca c'è bisogno d'incontro, di vedere l'altro come un fratello con i suoi valori. Accompagnare i fieranti e i circensi nel loro cammino di fede - spiegano - significa entrare in un mondo 'particolare' (cultura, mentalità e anche orari di lavoro, spostamenti continui ecc)". I convegnisti auspicano incontri regionali e interregionali più frequenti, sia per "favorire la comunione e la formazione di nuovi operatori, sia per formare una 'rete' operativa".
Quello dello spettacolo viaggiante è un settore che sta conoscendo le sue crisi - è stato detto durante il convegno - soprattutto a causa delle ristrettezze economiche in cui vivono le famiglie italiane, che destinano meno risorse a questo tipo di divertimento, e anche perché spesso i parchi giochi e le attività circensi vengono autorizzati a sostare e a lavorare in zone periferiche.
 
La testimonianza di un prete. La Chiesa - attraverso l'Ufficio della Fondazione Migrantes per la pastorale dei fieranti e circensi - cerca di sviluppare una sensibilità diffusa perché la comunità cristiana si faccia vicina a questo mondo viaggiante. "La mia esperienza supera i trent'anni, ma non posso dirla conclusa, nel senso che corre insieme alla vita", commenta don Luciano Cantini, direttore dell'Ufficio: il circo e il lunapark di oggi "non sono quelli di qualche anno fa, è cambiata la gente che vi lavora, il pubblico, il mondo, e anch'io sono cambiato". "Ho vissuto anche momenti di grande intensità - prosegue - come il battesimo di un adulto, un artista che aveva a suo tempo celebrato il matrimonio, battezzato la figlia, ma lui non era mai stato battezzato. Quando si sposò, una decina di anni prima, promise di prepararsi al proprio Battesimo, ma la sua attività lo ha portato talmente in giro da non poter mai arrivare al punto". "Abbiamo celebrato il Battesimo nella chiesa parrocchiale vicina al circo: era inverno, e andammo, a piedi, ben coperti da giacca e sciarpa. La celebrazione è stata semplice, poche persone, ma vissuta con intensità; subito dopo il neo battezzato mi ha abbracciato contento: 'Adesso anch'io sono dei vostri!'". "Tornati in carovana - racconta don Cantini - togliendosi il giaccone mi ha fatto vedere il regalo che aveva voluto dalla moglie e dalla figlia: una maglietta del Milan con una croce rossa su fondo bianco. 'Hai visto che bella croce ora posso portare?'. Mi sono domandato per quanti anni avesse tenuto questo desiderio nascosto nel suo cuore".