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É morto don Angelo Chiasserini: era il delegato Migrantes della Toscana
Roma, 13 ottobre 2011

 
Roma - Un grave lutto ha colpito la diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro. E’ morto, infatti, oggi pomeriggio don Angelo Chiasserini, delegato regionale per la Toscana della Migrantes. Don Angelo aveva partecipato ieri e oggi al convegno dei direttori regionali Migrantes che si è svolto a Roma. Originario di Sansepolcro – informa la diocesi - era nato il 20 maggio 1948 e ordinato sacerdote il 4 aprile 1976. La sua vocazione era nata all'interno del cammino di Comunione e Liberazione. Era stato parroco di Gragnano e Santa Maria a Sansepolcro. Da 23 anni guidava la popolosa parrocchia del Sacro Cuore di Arezzo ed era responsabile della Migrantes per Arezzo e la Toscana. Arrivato ad Arezzo da subito si era impegnato per le comunità di immigrati presenti in città. Era anche molto impegnato a fianco delle comunità di circensi e giostrai. Ogni anno nel periodo natalizio organizzava una Messa presieduta dal vescovo nel Luna Park di Arezzo. Nella parrocchia verrà ricordato soprattutto per aver fondato la mensa parrocchiale per i poveri della zona.
Significativo anche il suo impegno per i movimenti laicali. In parrocchia aveva fatto nascere l'associazione “testa e croce”. Era anche insegnante di telogogia all'istituto di Scienze religiose di Arezzo. Al momento della morte, si trovava all'interno di una libreria di Roma ed è stato soccorso da un Finanziere che ha poi chiamato un sacerdote di passaggio, originario dell'Oklahoma per impartirgli l'unzione degli infermi. La Migrantes esprime il suo cordoglio per questa morte improvvisa e si associa nella preghiera ai familiari e alla diocesi di Arezzo.
 
Le passioni di don Angelo Chiasserini
 
 
Don Angelo Chiasserini, Delegato regionale della Migrantes della Toscana, dopo aver partecipato con il consueto entusiasmo all’incontro nazionale dei Delegati a Roma, mentre era in una libreria di via Conciliazione di Roma, si è accasciato a terra per un infarto ed è morto, giovedì 13 ottobre. Tra i libri, il suo secondo amore, dopo le persone, e tra le persone i più poveri e dimenticati, ha lasciato il suo sorriso e il suo ultimo respiro. Nella due giorni con i delegati regionali aveva portato l’esperienza delle Migrantes della Toscana, con quella voglia di comunicare le buone prassi di incontro e di accoglienza dei migranti che nelle chiese locali e nelle parrocchie stanno crescendo, anche se con fatica. Avevamo insieme parlato di un prossimo convegno sul tema dei minori stranieri in preparazione ad Arezzo. Durante il pranzo, due ore prima della sua morte, mi aveva comunicato il suo entusiasmo per i corsi di teologia, cristologia e trinitaria, che avrebbe tenuto nell’Istituto superiore di Scienze religiose di Arezzo e il suo desiderio di continuare l’esperienza con ‘Toscana oggi’ di un inserto per una costante e puntuale informazione sui temi migratori. Non dimenticheremo facilmente la sua delicatezza negli interventi e nel trattare le persone, accompagnata da un sorriso sornione, la sua bonaria ironia, il suo amore per lo studio e la ricerca, la sua voglia di comunicare, il suo cuore ‘parrocchiale’, sempre in piazza e la tra le case, il suo amore a tutti ‘cattolico’, con un’attenzione preferenziale per i migranti: immigrati, emigranti, fieranti e circensi in particolare, la sua fraternità sacerdotale, sempre aperta anche ad accogliere i confratelli provenienti da altre Chiese. Questa carità pastorale di don Angelo gli avrà certamente fatto trovare spalancate le porte del paradiso, la casa da cui continua a guardare con interesse e comunione differente il nostro lavoro pastorale tra e con i migranti. (Don G. Perego -Direttore generale Migrantes)