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Migrantes: verso l'udienza del Papa con il mondo dello spettacolo viaggiante il 1 dicembre


Roma - La Commissione pastorale della Gente dello Spettacolo Viaggiante della Migrantes, composta da rappresentanti di diverse regioni italiane, si sta preparando al grande evento che vedrà l’incontro di queste persone e famiglie con Papa Benedetto XVI, il prossimo 1 dicembre in Vaticano.
 
All’iniziativa, promossa dal Pontificio Consiglio per i Migranti e gli Itineranti insieme alla Fondazione Migrantes e all’Ufficio Migrantes del Vicariato di Roma, vedrà la partecipazione di migliaia di persone tra circensi, lunaparkisti, sbandieratori, membri di bande, musicisti e attori di strada, madonnari, etc..
“ E’ un’ occasione preziosa, per un mondo poco conosciuto, di segnalarsi nella sua ricchezza di fede e di cultura, di arte e di spettacolo” – spiega Mons. Perego Giancarlo, Direttore generale Migrantes. E’ stato poi anche affrontato il tema della scolarizzazione dei bambini delle famiglie circensi e lunaparkiste, che comporta grandi difficoltà e che vede crescere l’abbandono scolastico. Infine è stato affrontato il tema delle modifiche legislative alla legge sullo spettacolo che potrebbe penalizzare profondamente il mondo dello spettacolo viaggiante, non riconoscendogli una valenza culturale.
Durante i lavori, svoltisi il 28 maggio presso la sede della Migrantes, si è anche parlato del ruolo degli uffici Migrantes a livello regionale e diocesano. Se il lavoro pastorale a livello nazionale della Migrantes è regolato dal nuovo Statuto, il lavoro diocesano e regionale. Già sollecitata nel 1990 da una circolare della CEMi, l’importanza della costituzione dell’ufficio Migrantes in ogni diocesi, oggi presente in quasi 200 diocesi, seppur talora con lo stesso responsabile di altri uffici, chiede oggi di essere rinnovata. Un ruolo più centrale anche per l’ufficio regionale Migrantes, che ha incontri periodici di Delegazione, che vede riuniti i direttori diocesani e i responsabili diocesani dei diversi ambiti della mobilità, così da costruire un lavoro unitario e sviluppare così una pastorale d’insieme.