CEN - XXV CONGRESSO - Eucaristia e vita quotidiana 

Eucaristia e vita quotidiana   versione testuale







Il Concilio Vaticano II afferma che “la principale manifestazione della Chiesa si ha nella partecipazione piena e attiva di tutto il popolo santo di Dio alle medesime celebrazioni liturgiche, soprattutto alla medesima Eucaristia, alla medesima preghiera, al medesimo altare cui presiede il Vescovo circondato dal suo presbiterio e dai ministri” (SC 41).
 
In questa prospettiva, si colloca Benedetto XVI quando istituisce il rapporto tra l’Eucaristia e la Chiesa particolare, vedendo nel ministero del Vescovo il compito imprescindibile di “guida, promotore e custode di tutta la vita liturgica della propria Chiesa” (Sacramentum caritatis, n. 39).
 
Benedetto XVI, riscoprendo il tesoro nascosto della tradizione cristiana, nell’Esortazione apostolica post-sinodale Sacramentum caritatis avverta la necessità di insistere sull’efficacia dell’Eucaristia per la vita quotidiana: In quanto coinvolge la realtà umana del credente nella sua concretezza quotidiana, l’Eucaristia rende possibile, giorno dopo giorno, la progressiva trasfigurazione dell'uomo chiamato per grazia ad essere ad immagine del Figlio di Dio (cfr Rm 8,29s). Non c’è nulla di autenticamente umano — pensieri ed affetti, parole ed opere — che non trovi nel sacramento dell’Eucaristia la forma adeguata per essere vissuto in pienezza” (n. 71). Il Papa può così fare proprio il proposito dei Padri sinodali: “i fedeli cristiani hanno bisogno di una più profonda comprensione delle relazioni tra l’Eucaristia e la vita quotidiana” (n. 77).