Articoli Migranti-press -2007- "Lo zingaro quando può scegliere, vive dignitosamente la propria scelta"
"Lo zingaro quando può scegliere, vive dignitosamente la propria scelta" Un incontro su Rom e Sinti a Reggio Calabria
(Migranti-press nr. 13 – 24-30. 03. 2007)
Reggio Calabria (Migranti-press) - Il nomadismo, con soste nei campi, “non permette una promozione della persona. La precarietà impedisce loro di progettare un futuro. Lo zingaro si convince, a lungo andare, che la sua condizione è rimanere emarginato. Allorquando, però, è messo nella condizione di poter scegliere, vive dignitosamente la propria scelta”. È quanto ha affermato mons. Piero Gabella, direttore dell’Ufficio per la Pastorale dei Rom e dei Sinti della Fondazione Migrantes, intervenendo nei giorni scorsi a Reggio Calabria ad un incontro promosso dall’Opera Nomadi, di concerto con l’Ufficio diocesano “Migrantes”. L’approccio più valido per una evangelizzazione - ha detto mons. Gabella - non è quello classico di chi, immaginando di aver ricevuto in esclusiva un dono, lo compartecipa generosamente ad altri. Piuttosto quello paritario del confronto fra culture diverse. Tra chi, cioè, è consapevole e pratica sia la condivisione di ciò che è proprio, sia l’accoglienza di ciò che è diverso. Da qui l’esigenza di un confronto e un dialogo su argomenti come quello della scuola. Dal punto di vista religioso la caratteristica dei rom e dei sinti - ha aggiunto il rappresentante della Migrantes - è “la Provvidenza; una realtà che a stento noi ricordiamo ancora. Non possiamo trasferire di peso le nostre acquisizioni e i nostri riti sulla loro realtà. Il cammino deve essere fatto di accompagnamento, di pazienza, di disponibilità a riconoscere che c’è del buono anche nella loro cultura”. Ad introdurre i lavori del convegno - riferisce il sito della diocesi di Reggio Calabria-Bova - il presidente dell’Opera Nomadi Giacomo Marino il quale ha sottolineato come “diffidenza reciproca e rifiuto siano la base su cui si fonda generalmente il rapporto tra gli zingari e la comunità cittadina”. Da tempo - ha detto - ci battiamo per il no ai ghetti e per un’opera di dislocazione sul territorio che dovrebbe portare ad una convivenza più felice in vista della piena integrazione”. All’incontro hanno partecipato anche mons. Antonino Denisi, direttore dell’Ufficio Migrantes regionale, il diacono Mario Casile e il Vicario generale della diocesi reggina, mons. Antonio Iachino, secondo il quale i nomadi “non sono impenetrabili ad un’opera di evangelizzazione attenta, capillare, rispettosa, benevola”. (R.Iaria/Sir/Migrantes)