Articoli Migranti-press -2007- "Il caso zingari": un convegno a Roma
"Il caso zingari": un convegno a Roma
(Migranti-press nr. 27 - 30.06 - 06. 07. 07)
ROMA (Migranti-press) - “Il caso zingari”: questo il tema di una giornata di studio svoltasi nei giorni scorsi a Roma su iniziativa della Comunità di Sant’Egidio. Un convegno storico – ha spiegato il portavoce Mario Marazziti - per dare “finalmente una risposta storica al problema dell’incapacità di trovare delle risposte sociali”. Secondo Marazziti sull’Olocausto, sulla Shoah, sullo sterminio degli ebrei “il mondo ha ragionato sulle responsabilità ed anche sul senso di debito che da questo deriva. Questo ha vaccinato le nostre società contro l’antisemitismo anche se ogni tanto si riaffaccia. Ma tutto questo non è avvenuto per gli zingari: mezzo milione sono stati inghiottiti dai campi di sterminio e ancora oggi gli zingari sono al primo posto tra i gruppi più odiati in Occidente”. Ad aprire il convegno Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, che ha ripercorso la storia di persecuzione del popolo rom. “Non è facile individuare un’altra minoranza, se non, con ovvie differenze, gli ebrei - ha detto - che per un periodo tanto lungo, e in maniera costante, sia stata ovunque colpita da misure vessatorie caratterizzate da una così acuta violenza e da un tanto palese disprezzo dei diritti umani”. Impagliazzo si è chiesto se “non dobbiamo finalmente parlare di un vero e proprio antigitanismo che ha attraversato l’Europa, soprattutto nella prima parte del Novecento, nutrendosi di pregiudizi e di stereotipi coltivati per secoli”. Un “antigitanismo che ha provocato un vero e proprio genocidio del popolo zingaro nella Germania nazista. E’ un’ipotesi di lavoro che si fa strada a fatica per il disinteresse con cui il ‘caso zingari’ è stato trattato nella recente storia europea”. Il vero “caso zingari”, - secondo il rappresentante della comunità di Sant’Egidio -, cui “occorre trovare urgente rimedio, è quello di sette secoli di persecuzioni, angherie, intolleranza, razzismo, e infine genocidio, con il quale l’Europa e gli europei, non hanno fatto i conti. Non si tratta di pronunciare condanne penali contro qualcuno, magari postume. Ma di farsi carico, finalmente, di una responsabilità, che ci riguarda tutti, in quanto europei, di fronte al male scatenato nel nostro continente contro questo popolo per lungo tempo”. Lo sterminio degli zingari deve diventare “patrimonio comune, entrare nella coscienza collettiva come punto da cui partire per affrontare con una consapevolezza nuova le sfide della convivenza”. Per Amos Luzzato, ex presidente delle Comunità ebraiche in Italia in una Europa che ha sofferto molto le barriere per i confini anche in termini di avversioni c’è da domandarsi se non è il caso di rovesciare completamente l’impostazione”. Il vicepresidente della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick, ha richiamato alcuni severi giudizi di istituzioni europee sul mancato godimento dei diritti elementari degli zingari in Italia. Secondo lo storico Andrea Riccardi si sente oggi l’esigenza di riflettere sulla storia secolare e contemporanea che gli zingari hanno alle loro spalle. Questo “impegna a parlarne in maniera più consapevole, più rispettosa e più ponderata. Non si scherza con gli zingari che hanno alle spalle una grande storia di dolore” perché scherzare “fa cadere in un riflesso antico, quanto volgare, tipico della pancia profonda di tante società che è l’antigitanismo”. “C’è una realtà e c’è un fantasma: c’è una realtà problematica ma anche un fantasma inquietante”, ha aggiunto il fondatore di Sant’Egidio, secondo il quale “bisogna avere la capacità di guardare a questo mondo zingaro con occhi diversi. E parlando dei bambini zingari ha sottolineato l’importanza della scuola per loro affermando che “il diritto all’istruzione non è negoziabile, secondo quanto afferma anche la Costituzione Italiana. E’ arrivato il momento di ammonire noi stessi, il dibattito politico, i discorsi che si fanno dallo scivolare in un crinale pericoloso di antigitanismo”. “Riconsiderare in maniera serie e realista - ha concluso Riccardi - la questione zingara ci introduce in un’ altra questione ancora più grande che è quella di coniugare libertà, sicurezza e solidarietà. Noi non possiamo fare un discorso sulla sicurezza in maniera isolata perché sarebbe un crinale pericolosissimo”. Nel corso dell’incontro la Comunità di Sant’Egidio ha fornito alcuni dati sulla presenza degli zingari in Italia: 130mila. Di questi circa 70mila, tra il 50 e il 60% sono italiani e più della metà ha meno di 14 anni. In percentuale rappresentano poco più dello 0,2 della popolazione italiana. E parlando di dati Paolo Morozzo della Rocca ha fornito alcuni dati del Ministero della Giustizia italiana secondo i quali i minori zingari che risultano segnalati agli uffici di servizio sociale minorile, su un totale di 19.920 minori, sono 2.424: il 12% dei minori segnalati, mentre il 67% sono italiani e il 20% stranieri. “Ma i minori zingari hanno una particolarità: solo il 37% dei segnalati viene preso in carico dal servizio contro il 54% degli stranieri ed il 74% dei segnalati italiani”.