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Lunedì 2 Febbraio 2026
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 Articoli Migranti-press - 2010 - Culture in dialogo 
Culture in dialogo   versione testuale
La settimana scorsa il convegno dell’A.I.Z.O.
(Migranti-press nr. 24  12-18. 06. 2010)
 
ROVERETO/TRENTO (Migranti-press) - Si è svolto il 28 e il 29 maggio scorso a Rovereto il XXIII Convegno Nazionale dell’Associazione Italiana Zingari Oggi (A.I.Z.O.) sul tema : “Rom, Sinti e Gage': culture in dialogo?”.
Due intense giornate - informa un comunicato dell’Aizo - di testimonianze e approfondimenti inerenti la storia e l' inserimento del popolo transnazionale dei “figli del vento”, di discussioni sulle relazioni tra le leggi e la tutela di questa minoranza.
Un momento “storico” si è vissuto sul Colle di Miravalle presso la Fondazione “Opera Campana dei Caduti” quando è stata innalzata, accanto ad altri 88 Stati nazione che si riconoscono nella “volontà di pace fra le genti, la bandiera del popolo nomade, azzurra come il cielo e verde come la terra con al centro la ruota rossa simbolo dell’India, terra originaria dei Rom e dei Sinti”.
Tra gli interventi nomi del mondo zingaro che hanno raggiunto riconoscimenti internazionali come il parlamentare spagnolo gitano, Juan de Dios Ramirez Heredia, già euro-deputato, che nel suo discorso durante il cerimoniale ha sottolineato “la totale adesione al valore della pace tra le genti del popolo Rom e Sinto, praticata nonostante le persecuzioni, le deportazioni e le sofferenze che questo popolo ha subito”.
Presente al convegno anche il parlamentare rom serbo, Jovan Damianovic, che ha sottolineato l’importanza epocale di questo“grande riconoscimento formale alla bandiera del proprio popolo, per la prima volta rappresentato accanto alle altre Nazioni”.
Anche la comunità Sinta è stata rappresentata da Gnugo de Bar, nato in un campo di concentramento in Italia, che ha narrato la propria drammatica testimonianza ai presenti.
“È stato un grande giorno - ha dichiarato Carla Osella, Presidente nazionale dell’A.I.Z.O. - un evento che solo fra qualche anno capiremo l’importanza. Oggi abbiamo visto con orgoglio la nostra bandiera sventolare insieme alle altre: la nazione romaní esiste, senza territorio ma con radici storiche millenarie”.