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Lunedì 2 Febbraio 2026
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 Articoli Migranti-press - 2010 - Gli occhi dell'altro 
Gli occhi dell'altro   versione testuale
A “L'anello debole” un cortometraggio sui Rom a Milano
 
(Migranti-press nr. 45 06 - 12.11. 2010)
 
 
MILANO/ITALIA (Migranti-press) - Un cortometraggio dedicato alla comunità rom di Milano e ai 38 bambini che abitavano nel campo di via Rubattino, alla periferia orientale del capoluogo lombardo, e frequentano le scuole elementari del quartiere Lambrate. È il soggetto di un video in concorso alla sesta edizione del premio “L'anello debole”, promosso dalla Comunità di Capodarco per riconoscere il valore dei “migliori esempi di trasmissioni radiofoniche, televisive, opere cinematografiche brevi che abbiano narrato fatti e vicende della popolazione italiana e straniera definibile 'fragile', perché 'periferica' o 'marginalizzata'”. L'idea del premio nasce dalla considerazione che “la forza della 'catena' della comunicazione dipende dalla resistenza del suo anello debole: poveri, minoranze, e culture 'altre' hanno il diritto di essere al centro dell'attenzione collettiva”. Tutta “la realtà”, precisano gli organizzatori, “deve essere rappresentata dalla comunicazione, non solo quella stereotipata, artefatta, paludata, ma anche quella che riguarda le fasce più vulnerabili delle popolazioni” perché “ne vanno di mezzo la verità, la giustizia, la democrazia”. Infatti radio, tv e cinema “se politicamente non dovrebbero favorire estremismi, così socialmente non dovrebbero permettere esclusioni” soprattutto “in un'epoca in cui squilibri politici, economici e sociali, con la globalizzazione, rischiano di aumentare intollerabilmente distanze e fossati”.
 
Il premio “l’anello debole” viene assegnato ai migliori programmi giornalistici, radiofonici e televisivi e ai migliori cortometraggi aventi come oggetto tematiche di forte contenuto sociale e inerenti le questioni della sostenibilità ambientale. Tra le opere finaliste di questa edizione, “Seminateci bene” racconta una Milano spesso relegata ai margini della cronaca. Firmato da Emanuele Cucca, Sara Fasullo, Rossella Midili e Francesca Picchi, il corto narra in forma d'inchiesta documentaristica la realtà vissuta dalla comunità rom di Milano: “Nel corso degli ultimi anni i campi nomadi sono aumentati in maniera esponenziale. In tre scuole del quartiere di Lambrate (quelle di via Feltre, via Cima, via Pini) - spiegano gli autori - un esempio di integrazione e solidarietà è venuto alla luce, e ha visto come protagoniste le maestre e le mamme degli studenti”. Dal settembre 2008, infatti, 38 bambini che abitavano nel campo rom di via Rubattino hanno iniziato a frequentare le classi delle elementari. Si tratta di “un percorso complicato”, in particolare “nel momento in cui il campo di via Rubattino è stato sgomberato, disperdendo le famiglie e i ragazzi che frequentavano le scuole”. La complessità iniziale nell'incontro tra bambini di culture diverse è ben riassunto dalle parole di una delle responsabili scolastiche intervistate: “La difficoltà da parte dei bambini rom è stata quella di ridare a se stessi dignità. Sono gli occhi dell'altro che fanno da specchio e che ti dicono se vali o no. Questi sono bambini che arrivano a scuola e non alzano gli occhi da terra. Sono più stranieri di qualunque straniero perché, sul popolo rom, ricade uno stigma che non ha fondamento”.
Ed è proprio un uomo maturo della gente rom a rivolgere un preciso invito a società e istituzioni: “Seminateci bene che anche noi daremo il nostro frutto. Da un piccolo grano daremo trenta volte tanto e anche di più. Però dobbiamo essere seminati bene, con cura. Non buttati sotto il ponte dove noi cresciamo erba, non frutto”. (R. Benotti – SIR Italia)