03 agosto 2012 Milano - Associazione 21 luglio, l'European Roma Rights Centre, la Consulta Rom e Sinti della città di Milano, il gruppo di sostegno Forlanini, il Naga e Upre Roma scrivono al presidente del Consiglio Monti, alla Cancellieri e al ministro Riccardi per denunciare "una forte divergenza tra politica e pratica per quanto riguarda l'inclusione dei Rom e dei Sinti in Italia". E dicono: "A Roma violazioni sistematiche dei diritti umani, sperpero di denaro pubblico, azioni propagandistiche, abusi e negligenze istituzionali"
Una forte divergenza tra politica e pratica per quanto riguarda l'inclusione dei Rom e dei Sinti in Italia. E' la denuncia fatta da Associazione 21 luglio, l'European Roma Rights Centre, la Consulta Rom e Sinti della città di Milano, il gruppo di sostegno Forlanini, il Naga e Upre Roma in una lettera inviata al presidente del Consiglio dei ministri Mario Monti, al ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri, al ministro del Lavoro Elsa Fornero e al ministro per l'Integrazione Andrea Riccardi.
Sotto accusa la gestione delle politiche sui rom a Roma e Milano. "Esattamente tre anni fa, il 31 luglio 2009 - scrivono nella lettera - il sindaco Alemanno e la vice sindaco Belviso presentavano il Piano Nomadi di Roma indicandolo come 'una rivoluzione copernicana' che avrebbe consentito finalmente di dare una risposta definitiva all'emergenza nomadi attraverso un percorso segnato dalla 'legalità' e dalla 'solidarietà'. Il tragico e sciagurato itinerario che ha scandito le diverse azioni del Piano Nomadi è stato in questi tre anni segnato da violazioni sistematiche dei diritti umani, sperpero di denaro pubblico, azioni propagandistiche, abusi e negligenze istituzionali".
La missiva ripercorre poi le fasi salienti della situazione nella Capitale. "Il 16 novembre 2011, con sentenza n. 6050, il Consiglio di Stato ha dichiarato l'illegittimità dello stato di emergenza sul quale è fondato il Piano Nomadi della giunta Alemanno. Il 24 febbraio 2012 il governo italiano ha approvato la Strategia nazionale di inclusione di rom, sinti e camminanti nella quale si impone alle amministrazioni locali di 'concorrere in maniera coordinata all'obiettivo che il governo si è prefissato nella cornice comunitaria'. Il 15 giugno 2012 il ministro per l'Integrazione Andrea Riccardi nella missiva n. 3014 ha comunicato alle autorità romane la Strategia approvata dal governo Monti. Nonostante tutto ciò, il 5 luglio 2012 il sindaco di Roma, in occasione del recente sgombero del "campo nomadi" di via del Baiardo, ha ribadito: "Il Piano Nomadi va avanti!". "A tutt'oggi - si legge nella lettera - rimane uno stridente contrasto tra gli scopi annunciati nella Strategia [del governo Monti] e le azioni intraprese dalle autorità a livello locale e che coinvolgono i Rom e i Sinti nelle città di Roma e Milano". Per questo viene chiesto al governo italiano di verificare e promuovere "azioni adeguate affinché la Strategia nazionale venga rispettata e applicata in tutto il territorio nazionale".
"La forbice tra quanto sostenuto dalla Strategia del governo Monti e quanto praticato dal Piano Nomadi della giunta Alemanno - sostiene l'Associazione 21 luglio - è preoccupante e pone lo stesso Piano Nomadi su un livello di illegalità istituzionale. La 'rivoluzione copernicana' presentata tre anni fa dal sindaco di Roma non è stata altro che un triste ritorno al 'sistema tolemaico' delle passate amministrazioni. Chiediamo al governo nazionale un incisivo intervento perché la Strategia nazionale, approvata dall'Europa, possa essere recepita anche nella città di Roma, dove trasferimenti forzati e costruzione di nuovi mega campi monoetnici continuano a segnare la politica dell'attuale giunta". (Da Paese sera, 1.8.2012)