Appello: Stop all'apartheid dei rom! «E' come mi dicevano i miei nonni di quei posti durante la guerra, i campi di concentramento. Siamo qui tutti ammassati, gente diversa, di diversi posti e controllati dalla sorveglianza» (Serza, donna rom, "campo nomadi" di via di Salone, Roma)
01 ottobre 2012 Ai futuri amministratori locali e nazionali. Negli ultimi decenni le politiche nazionali e locali rivolte alle comunità rom e sinte sono state contrassegnate dall'esclusione, dalla segregazione, dalla discriminazione, da costanti violazioni dei diritti umani. Famiglie rom allontanate verso il margine della città, azioni di sgombero, proclami minacciosi e violenti: sono questi i segnali più evidenti di un fiorente antiziganismo che ha colpito in diverse città italiane le comunità rom e sinte. I grandi "campi nomadi", costruiti e gestiti da molte amministrazioni locali, sono il simbolo più evidente del recente "apartheid", in quanto luoghi di segregazione su base etnica dove la discriminazione diventa una pratica istituzionalizzata.