14 gennaio 2013 Milano - Secondo il Consiglio d’Europa nel 2007 i rom (tale termine è utilizzato come termine ombrello per comprendere tutti quei gruppi quali rom, sinti, travellers, ashkali, kalè ecc. che condividono caratteristiche culturali più o meno simili e una storia di esclusione socio-culturale nel contesto europeo), su un totale continentale di 9,9 milioni, erano quasi 2 milioni sia in Turchia che in Romania, con incidenze, sulle rispettive popolazioni nazionali, pari al 2,7% e all’8,6%. Più a distanza Russia, Spagna, Bulgaria, Ungheria e Serbia ne contavano 6-700mila unità a testa, per incidenze, rispettivamente, dello 0,5%, dell’1,6%, dell’8,5%, del 6,0% e dell’8,1%.
Proporzioni importanti – si legge nella newsletter dell’ISMU - di rom e nomadi si contavano anche in Macedonia (8,1%), Slovacchia (7,8%), Albania e Montenegro (3,2%), mentre in Italia erano stimati in 140mila, pari allo 0,2% della popolazione nazionale, molto meno rispetto alla media continentale europea (1,5%).