Archivio -archivio 2010- Irlanda: un progetto per i nomadi "Irish travellers"
Irlanda: un progetto per i nomadi "Irish travellers"
Un nuovo progetto che punta a conoscere le difficoltà della popolazione nomade irlandese, i cosiddetti "Irish travellers", nelle prigioni di Inghilterra e Galles, è stato lanciato qualche giorno fa a Londra. L'incontro è stato ospitato nella sede dell'"Irish Chaplaincy" in Gran Bretagna, una charity fondata dai vescovi irlandesi alla fine degli anni '50 per sostenere gli emigrati irlandesi in difficoltà nel Regno Unito. Vi hanno partecipato membri dell'ambasciata irlandese in Gran Bretagna, rappresentanti della comunità dei "Travellers", cappellani di prigioni, accademici e altri esperti coinvolti nel progetto che si pone lo scopo di migliorare la condizione degli "Irish Travellers" in prigione e delle loro famiglie. Non vi sono cifre ufficiali sul loro numero in prigione anche se il governo britannico li riconosce come un gruppo etnico distinto e ammette che questi ultimi soffrono più di qualsiasi altro gruppo in prigione. Per don Joe Browne, cappellano nelle prigioni e uno dei membri del progetto, i sospetti nei confronti dei "Travellers" e il modo in cui vengono maltrattati riflette l'ostilità' della società nei confronti di questo gruppo.