a. Come un uomo disinteressato.
Il problema del guadagno, del soldo, costituisce l'ansia quotidiana del viaggiante. É una oppressione costante; il prete deve essere libero: una sola ansia si vuole vedere in lui, l'ansia della fede.
b. Come amico sincero.
Il problema dell'amicizia sta alla base dei bisogni più profondi dell'anima nomade. Senza amicizie stabili, vuole incontrare nel prete un amico di sempre: per questa amicizia sincera, lo sente anche da lontano.
c. Come sacerdote autentico
Il contatto più immediato con la natura, con gli uomini, l'avventura dell'incerto, acuisce quasi inconsciamente il senso del sacro, della Provvidenza, della fede. Il viaggio continuo dà un senso escatologico innato alla loro vita. Vuol sentire il prete che crede, che prega, che ama Dio e lavora per l'eternità, senza calcolo, senza compromessi.
Si certamente il sacerdote ha una grande attuale missione di salvezza fra le carovane, purché ci vada per portare:
a. il vangelo integro
con un insegnamento semplice, immediato, sicuro della forza intrinseca della Parola del Vangelo: proclamarlo, testimoniarlo con una fede sicura.
b. Gesù Cristo vivo vita dell'anima.
Senza cadere nel formalismo di una automatica distribuzione di sacramenti, puntiamo sopra una autentica formazione cristiana, considerando che Cristo, vita dell'anima, costituisce un punto di arrivo e non un punto di partenza.
c. il calore della comunione ecclesiale.
Il papa, il vescovo, il prete sono ancora qualcosa di grande, di vivo nell'anima dei viaggianti!
Non andiamo tra le carovane per presentare noi, anche se amici sinceri, affettuosi, estimatori convinti ed ammirati dei circhi, dei lunapark, ma portiamo la chiesa, la comunità ecclesiale e la parrocchia, la diocesi che accoglie: faccia sentire il calore della comunità dei figli di Dio, che vive di amore, di attenzione, di fede.
don Dino Torreggiani
il 20 febbraio 1971