«Chiediamo all'Amministrazione comunale di sospendere immediatamente il provvedimento di sgombero, perché stabilire la verità dei fatti non spetta al Sindaco ma è compito della giustizia». Si esprimono così i Rom macedoni e kosovari esclusi dalle abitazioni del programma Città Sottili. Per capire cosa è successo, e a cosa si riferiscano queste parole, bisogna fare un piccolo passo indietro.
Petru Birladeanu, cittadino rom di nazionalità rumena, era un suonatore di organetto nella ferrovia Cumana che parte dal quartiere Montesanto di Napoli. Tutti i viaggiatori lo conoscevano: un musicista, una persona gentile che proponeva la sua arte per pochi spiccioli, sempre accompagnato da sua moglie.
Questa mattina di fronte al muro del lager di Bolzano è stata scoperta la targa in memoria dei Sinti sterminati durante il periodo nazifascista. Alla cerimonia hanno partecipato i rappresentanti delle diverse comunità sinte del Trentino Alto Adige, guidate dal Presidente dell’associazione Nevo Drom, Radames Gabrielli. Presenti anche rappresentanti dell'associazione Sucar Drom e Sinti Italiani di Vicenza.
Nel corso del 1° Congresso della Romani Union Internazionale svoltosi a Vienna a partire dal 8 aprile 1971 erano presenti rappresentanti della popolazione Romanì di quasi tutti i paesi del mondo, vale a dire che erano presenti sia Rom, Sinti, Kale, Manousches e Romanichals.
In questa occasione è stata condivisa la Bandiera, l'inno ed il nome della popolazione romanì.
Dire che M. Mac Carthy sia fiera della propria casa sarebbe dir poco. Il cortile fuori della sua casa prefabbricata è tenuto alla perfezione, con tanto di allegri gnomi da giardino che accolgono i suoi ospiti.
Entrando dalla porta principale si vede un interno immacolato. Una cucina bianca, con sgabelli di plastica bianca ci guida ad una sala un po’ vuota ma accogliente dove un semplice crocifisso, due candelieri e un ricamato “Dio benedica questa casa” sono i soli ornamenti.
Quaranta persone riaccompagnate in Romania, 21.500 euro di "contributo umanitario" erogato alle famiglie tornate al loro paese (da 500 a 1.500 euro per ciascuna, a seconda della consistenza del nucleo), 6.000 euro di "spese organizzative", due campi smantellati. Sono questi i numeri dell'operazione di "rimpatrio volontario e assistito", predisposto dal Comune di Pisa e dalla Società della Salute per i Rom rumeni.
Il 94% delle persone intervistate in Italia ha affermato di sentirsi discriminato. Seguono Grecia, Ungheria e Francia. Lo studio include più di 23mila interviste a membri di minoranze etniche e immigrati, raccolte in 27 paesi della UE. Un vasto rapporto dell’Agenzia dei Diritti Fondamentali dell’UE (FRA, secondo la sigla inglese) dimostra che il razzismo e la discriminazione sono il pane quotidiano dell’Unione Europea e che le vittime a malapena sporgono denunce, per paura o perché non credono di poter essere aiutate dalle autorità.
Una coalizione di organizzazioni scrive ai commissari europei Spidla e Barrot per chiedere che venga aperta una procedura d'infrazione. In un memorandum tutte le violazioni commesse, dalle perquisizioni alle espulsioni arbitrarie
Il presidente croato Mesic lo salva dal carcere. Lui: "Sei come un padre...". E subito gli appioppa un Rolex (falso).
Ramo Dedic è un esperto del ramo: ramo Rolex (rigorosamente falsi). Il signor Dedic è un rom, ma non un rom qualsiasi: lui è infatti il «rappresentante ufficiale» degli zingari croati. Un figlio del vento? No, un figlio di buona donna... Di quelli capaci di tirare un «pacco» perfino ai capi di Stato.
Il documentario sui rom in Italia “Lashi Vita”, che in un misto di italiano e romanes
significa ‘bella vita’, è stato nominato per il Premio Televisivo Europeo Civis nella categoria
‘informazione’. Civis è un premio per programmi radio e tv che promuovono o approfondiscono il
tema dell’integrazione e della diversità culturale. È giunto alla sua ventunesima edizione, la cui
serata finale si terrà al Bundestag (parlamento federale) a Berlino domani (7 febbraio) e avrà
come padrini Norbert Lammert, presidente del Bundestag, e Han Gert Pöttering, presidente del
Parlamento europeo.
BRUXELLES - Katalin Barsony è la regista e giornalista rom che ha realizzato il documentario ‘Lashi Vita’ (ovvero bella vita, in una fusione di romanes e italiano), nominato nella categoria informazione del premio europeo radiotelevisivo Civis per l’integrazione e la diversità culturale, organizzato dall’emittente tedesca ARD in collaborazione con altre emittenti mitteleuropee.
Precedentemente, ‘Lashi Vita’ era stato nominato anche per il premio francese Fipa. Redattore Sociale l’ha intervistata per chiederle la sua impressione sui rom in Italia, soggetto del suo documentario.
Angelica compirà 17 anni a novembre, e da più di un anno è rinchiusa nel carcere minorile di Nisida (in foto), a Napoli. E' la prima rom ad essere stata condannata in Italia per aver tentato di rapire un bambino e oggi la corte di Appello di Napoli, sezione minori, ha confermato la sentenza emessa in primo grado. Angelica dovrà scontare 3 anni e otto mesi di reclusione per sequestro di persona.
Il “campo nomadi” della Valbisagno, per i suoi abitanti, «non può essere una sistemazione permanente»: lo ha affermato l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, che ha visitato il campo nell’ambito della visita pastorale al vicariato Medio Alto Bisagno
La comunità korakhané (lettori del Corano; cantata anche da De Andrè) di Genova è giovane e prolifica: 80 persone, 42 adulti e 32 minori. Con due neonati nati nei mesi scorsi e altre due mamme con il pancione.
Negli immensi corridoi del patriarcato di Budapest, padre Daniel Ganga, giovane prete ortodosso rumeno non sembra a suo agio. Bisogna tendere l'orecchio per sentirlo raccontare la sua storia, tanto parla piano. Con la barba ben tagliata, la riga in mezzo e l'aspetto di primo della classe, questo trentenne non sembra il genere d'uomo capace di provocare scalpore.
Riconoscimento dello status di minoranza storico linguistica per Rom e Sinti, immediato abbandono della politica fallimentare dei campi nomadi, abbandono delle politiche differenziate per Rom e Sinti e processi di formazione per una partecipazione attiva.
Nei giorni 22 e 23 aprile si è svolto a Roma presso l’Auditorium Unicef in Via Palestro n. 68, il primo Congresso Nazionale della Federazione Rom e Sinti Insieme.
«Sarebbe bello se la mia partecipazione al "Grande Fratello" riuscisse a far superare tanti pregiudizi nei confronti dei rom» questa è la prima dichiarazione di Ferdi Berisa, dopo aver vinto il Grande Fratello 9.
Sapevo che dopo tanto blaterare di sicurezza nei tg e nei giornali, aver dato sfogo a tutti i pregiudizi dovuti al razzismo, avere discriminato romeni, sinti, zingari, rom tentando anche di dargli fuoco, il popolino della tv opportunamente guidato avrebbe avuto un sussulto di dignità ed avrebbe recuperato logica ed etica con il televoto.