Chiesa Cattolica » CEI » Migrantes
ChiesaCattolica.it
ACCESSO RAPIDO NAVIGATORE Criteri di Accesso Rapido
torna alla home page
Segreteria: Mariani Susanna
Via Aurelia, 796 00165 Roma - tel. 06 6617901 - fax 06 66179070
contatti | mappa del sito | stampa
Lunedì 2 Febbraio 2026
Cerca  
 Documenti - Indicazioni pastorali 
Indicazioni pastorali   versione testuale

L'azione pastorale specifica sia ispirata ai seguenti criteri generali:
 
A) Tipo di presenza

La figura dell'operazione è quella "di uomo-ponte" tra due culture e due mentalità. La funzione di uomo-ponte postula la consapevolezza che il suo è un vero ministero missionario, il quale include:
  • la disposizione a partecipare permanentemente, o almeno con una certa stabilità alla vita di questo popolo (indicazioni pastorali sulle migrazioni e il turismo 1978) "con il medesimo impulso con cui Cristo, attraverso la sua incarnazione, si legò a determinate condizioni sociali, culturali degli uomini con cui visse" (Ad Gentes n. 10).
  • La conoscenza approfondita del gruppo, i responsabili pastorali devono essere "adeguatamente forniti di cognizioni nella stessa lingua e cultura" (Ind. Past. sulle migrazioni e il turismo 1978 cfr. C.D. n. 23) delle persone cui si rivolgono.

L'azione pastorale deve tendere a firmare dei "gruppi di fedeli che, in possesso del patrimonio culturale della nazione cui appartengono, deve mettere radici nel popolo, da cui germoglino famiglie dotate di spirito evangelico" (Ad Gentes n? 15). È pertanto da preferire un'azione a raggio ridotto, ma approfondita ad un'azione a raggio, ma superficiale. Si tenga presente che un'assistenza religiosa saltuaria, in genere richiesta in occasione particolari quali battesimi e funerali è già prestata dalle singole Chiese locali e che "scopo della evangelizzazione è il cambiamento interiore (…) convertire la coscienza personale e collettiva degli uomini, l'attività nella quale essi sono impegnati, la vita e l'ambiente concreto loro proprio" (En. n. 18).

B) Catechesi

"Tutto ciò che di buono di vero si trova in loro è ritenuto dalla Chiesa come preparazione ad accogliere il Vangelo e come dato da Colui che illumina ogni uomo, affinché abbia finalmente la vita" (Lumen Gentium n. 16).
La constatazione di questi elementi culturali che devono essere conservati è di per se stesso, anche se indirettamente, una proclamazione.
"La Chiesa nel proporre la Buona Novella, denuncia e corregge il peccato nelle culture, purifica ed esorcizza i disvalori" (P. 405).

A volte si viene interpellati a parole o dalle situazioni ad esprimere esplicitamente il proprio credo religioso. Si tratta di una catechesi "occasionale", spesso incisiva perché legata alla vita. I momenti della nascita e della morte sono i momenti in cui Sinti e Rom sentono di dover esprimere il loro rapporto con Dio in un atto di culto, sono quindi momenti da privilegiare anche per una catechesi. "Nella tradizione di queste popolazioni, il pellegrinaggio rimane un mezzo privilegiato d'espressione comunitaria della fede.

L'esperienza dimostra. che esso può costruire una solida base per attuare una catechesi vera e propria" (Ind. Past. sulle Migrazioni e il Turismo, 1978). Perché ciò avvenga ne va sottolineata la motivazione e l'aspetto religioso piuttosto che quello folcloristico ed è opportuno che sia in continuità con gli altri momenti di catechesi e di preghiera. Dopo una conoscenza approfondita del gruppo, inizia un annuncio graduale e sistematico della parola di Dio, dell'Antico e il Nuovo Testamento, con sussidi il più possibile appropriati, un invito costante alla preghiera e al confronto della propria vita con ciò che si viene apprendendo. Il Vecchio Testamento è particolarmente adatto per la lenta formazione del Rom e del Sinto alla vita cristiana e per una miglior comprensione del Nuovo Testamento.

C) Liturgia

"Da. quando la Parola di Dio s'è fatta carne e Dio ha scelto di parlare e di essere lodato nella lingua degli uomini, ogni parola autenticamente umana potrà mai più esserne esclusa. Tutto ciò di cui l'uomo si serve per esprimere fede e disperazione, gioia e pianto, vita e morte, speranza e paura, tutto è diventato carne dell'eterna Parola di Dio e tutto è stato abilitato a dare espressione all'inesprimibile" (Il rinnovamento liturgico in Italia, 1983).
È particolarmente importante che attraverso la lingua, i gesti, i segni che sono loro familiari i Rom e Sinti capiscano e celebrino che Dio in Gesù Cristo con lo Spirito Santo assume anche la loro umanità.

Approvato dalla Commissione CEMi il 17-18.01.1991

Il Presidente
CEMi e Fondazione Migrantes

 Il Direttore Generale
Fondazione "Migrantes"

Il Direttore Nazionale
Ufficio per la pastorale dei Rom e dei Sinti