Tra fieranti e circensi la popolazione è di circa 70.000 persone. La maggior parte vivono la mobilità tutto l’anno, in modo particolare
i circhi ed una buona parte degli addetti allo spettacolo viaggiante.
La crisi economica costringe gli addetti allo spettacolo viaggiante a soste forzate e alla ricerca di alternative.
Oggi sono più di dieci le aziende circensi che stanno lavorando all’estero (Spagna, Albania, Turchia, Kuwait, Iran, Cipro, Malta).
Nel mondo delle giostre si sta assistendo al fenomeno di una minore mobilità e alla sedentarizzazione, sono sorti infatti piccoli parchi
rionali con una clientela fissa che è meno redditizia di una fiera stagionale, con il vantaggio di contrarre le spese di trasferimento.
Anche alcuni complessi circensi tendono a chiudere alcuni periodi dell’anno meno favorevoli con la ricerca di attività alternative.
Il periodo tradizionalmente turistico vede una proposta di spettacoli offerti dalle amministrazioni locali, in concorrenza tra di loro,
sempre più ricca a scapito di chi tradizionalmente vive di queste attività.
La mancanza di una regolamentazione (le leggi ci sono ma non vengono applicate) generale e di coordinamento, almeno sul piano
regionale, fa sì che ogni amministrazione comunale sia un’isola a se stante con enormi difficoltà per chi ogni volta deve incontrarsi ed organizzarsi con realtà totalmente diversificate nelle procedure, nelle esigenze, ecc.
Al problema socio economico, si deve aggiungere, per la gente del viaggio, tutta la problematica relativa alla vita quotidiana, dalla scolarizzazione dei figli all’assistenza sanitaria, organizzate e regolamentate per il “mondo dei fermi”. Sono molti gli ambiti in cui lo Stato potrebbe intervenire a favore di una vita itinerante, al seguito della propria attività imprenditoriale. Anche la vita religiosa
è lasciata al buon senso della tradizione familiare, che è molto forte.
E’ infatti impossibile l’inserimento, anche temporaneo, nella vita di una parrocchia che ha ritmi e tempi diversi rispetto alle esigenze dei viaggianti, salvo un adattamento delle comunità cristiane alle esigenze di chi in quel momento è sul proprio territorio.
L’impegno dell’Ufficio nazionale della Fondazione Migrantes che si occupa di questo settore è quello di creare una sensibilità diffusa perché la Chiesa si faccia vicina a questo mondo viaggiante. Le parrocchie dove il circo o la fiera pianta le sue attrezzature, devono assumersi la responsabilità e farsi vicino a questi fratelli anche se solo per qualche giorno.
(servizio a cura di Raffaele IARIA)