A Genova celebrazione per i marittimi, a Livorno per le famiglie circensi.
Con Migrantes la Messa della Natività entra nelle carovane e sul molo
Sono migranti. Migranti per lavoro che nelle carovane dei circhi o sulle navi macinano migliaia di chilometri. E non si fermano neppure a Natale. Perché alla fine le loro case sono per lo più i camper oppure le cabine. Ed ecco che la Messa della Natività «entra» nei luoghi dove lavorano grazie a quell’attenzione alla mobilità che viene loro riservata dalla pastorale dei migranti.
Così a Genova i marittimi hanno potuto partecipare alla celebrazione eucaristica della Natività nella Capitaneria di porto. A promuove- re l’iniziativa la «Stella Maris» che si occupa dell’apostolato e dell’assistenza del personale marittimo. La liturgia è stata celebrata in inglese ed è stata seguita anche dai naviganti dell’alto Mediterraneo attraverso un canale radio messo a disposizione dalla Capitaneria.
A Livorno, invece, la Messa della notte della Natività si è svolta nella pista del Circus Festivals. Al centro un bambinello di terracotta proveniente da Betlemme. A presiedere la Messa il direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale dei circensi e fieranti della Fondazione Migrantes, don Luciano Cantini. Nell’omelia il sacerdote ha spiegato che il Natale è «proiezione nel futuro». «È nato un bambino, il Figlio di Dio – ha detto – e ogni nascita ci fa guardare lontano». Le strade della gente del circo – ha aggiunto – «hanno percorsi strani e non si intersecano per lunghi anni, ma ogni volta che ci si ritrova è sempre motivo di festa». Alle famiglie circensi si è unito un gruppo di livornesi che ha animato la celebrazione con il canto. (R. Iaria )