Ha sollevato polemiche la presa di posizione di un sacerdote dell’Aretino che, dopo alcuni furti nella sua chiesa a ridosso del Natale, ha chiamato in causa i rom utilizzando paragoni ingiuriosi. Immediata la risposta della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro che in una nota ha espresso «dolore» per le «dichiarazioni inaccettabili» pubblicate dal presbitero nel bollettino della comunità e ha sottolineato «la totale dissonanza con la dottrina». Il parroco, convocato dall’arcivescovo Riccardo Fontana, ha ammesso l’errore. «In un momento di sconforto – spiega lui stesso nel comunicato stampa della diocesi – ho usato espressioni gravemente offensive verso i fratelli rom le quali, oltre che ingiuste, sono radicalmente contrastanti con i principi cristiani di carità e di rispetto della persona umana». Poi aggiunge: «Rileggendo quel testo provo vergogna e rammarico non soltanto per quello che ho scritto, ma anche per averlo inviato alle famiglie della mia parrocchia che, anche attraverso il giornale, devo educare alla carità e alla misericordia. Pertanto chiedo scusa ai miei parrocchiani ed esprimo piena solidarietà verso le comunità dei Rom e verso tutti i migranti e gli stranieri che vivono in Italia». (G.Gamb.) (Avvenire)