03/02/11 - Far conoscere il mondo dei rom dal punto di vista dei rom. Questo l'obiettivo del seminario che si è svolto ieri a Palazzo Nicotera nell'ambito del ''Progetto Chance'' promosso dal Comune e avviato grazie ai fondi messi a disposizione dal Pon Sicurezza.Per l'occasione, è intervenuto Nazareno Guarnieri, ricercatore in psicologia sociale e presidente della fondazione Romanì, che ha spiegato agli operatori del settore e soprattutto alla "politica", l'importanza di progettare interventi che non siano diversificati e rivolti solo ed esclusivamente ai rom, ma interventi rivolti all'intera popolazione, dove poi vengono inseriti anche i rom.
«Sono qui per offrire una visione totalmente diversa di quello che è il mondo rom – ha spiegato Guarnieri – per questo bisogna cambiare le strategie, i metodi e i progetti da adottare, affinché siano effettivamente efficaci. In città è in atto un processo di uscita dal campo di Scordovillo – ha proseguito il presidente della fondazione Romanì – mi auguro che questo processo sia accelerato attraverso scelte politiche ben precise, anche perchè il campo rom si può superare, e anche molto velocemente, bisogna perchè proseguire con la strada che è stata intrapresa».
Ed in effetti qualcosa è stata fatta: a quattro famiglie rom è stata assegnata una casa fuori dalla baraccopoli. «Sono piccoli numeri – ha sottolineato Guarnieri – ma sono importantissimi perché creano il clima per avviarci sulla strada giusta. L'interessante è non abbandonarlo, ma continuare e magari incrementare dando più incisività al progetto».
Per quanto riguarda le politiche rivolte ai rom, l'assessore ai servizi sociali Rosario Piccioni, presente ieri all'incontro, ha annunciato che a breve saranno comprati dei prefabbricati da dare ai rom, così come sono stati stanziati dei fondi per dismettere i container che man mano vengono liberati nell'accampamento di Scordovillo. «Qui in città è stato avviato un percorso, che è lento ma proficuo – ha detto Piccioni – anche perchè quello dei rom è un problema che non si risolve dall'oggi al domani. Alcune famiglie sono state inserite negli alloggi popolari, così come si stanno iniziando a togliere i container presenti nell'accampamento, anche per evitare che gente da fuori venga ad occuparli di nuovo. Abbiamo avviato un'attività positiva che chiaramente richiede dei tempi lunghi, anche perchè i fondi che abbiamo attualmente non sono assolutamente adeguati».
L'incontro di ieri, rivolto principalmente agli operatori che operano nel settore, ai dipendenti comunali dei servizi sociali e ai giovani rom, è inserito nel "Progetto Chance" realizzato dalla cooperativa Ciarapanì e dalla cooperativa Promidea del capoluogo di regione. Il progetto, che proseguirà per tutto il 2011, prevede percorsi di formazione, socializzazione e per l'insegnamento ai giovani rom di mestieri manuali, come la ceramica, la lavorazione del legno e del ferro.
Un progetto ambizioso nelle aspettative perché si propone di fare apprendere ai giovani rom delle specifiche competenze lavorative: l'obiettivo è infatti insegnare loro un mestiere, per poi intraprendere e avviare autonomamente un'attività lavorativa, magari con la creazione di una cooperativa tutta loro. I corsi per la lavorazione del ferro, del legno e della ceramica sono iniziati già da tempo e si svolgono tutti i giorni in un capannone confiscato alla mafia che si trova nella periferia sud della città. (Luigina Pileggi Gazzetta del Sud)