11.07.2011 Mantova - L’associazione Sucar Drom è ancora il gestore del campo nomadi di via Learco Guerra, dove attualmente risiedono 25 famiglie. Per la prima volta, però, vincendo la gara d’appalto indetta dal Comune. Ha battuto Aster, l’Agenzia servizi del territorio di via Roma che ha presentato un’offerta più alta per assicurare lo stesso servizio.
Da venerdì 1° luglio, e sino al 31 dicembre 2012, l’associazione, che si occupa di interazione tra i sinti e i rom con il resto della città, deve garantire il perfetto funzionamento del campo e, soprattutto, vigilare affinchè il nuovo regolamento approvato dal consiglio comunale a fine marzo, venga applicato in ogni sua parte. Il tutto con un risparmio notevole per le casse comunali.
In termini operativi nulla cambia perché Sucar Drom già gestiva l’area di sosta del Migliaretto; cambia, invece, il fatto che sarà questa associazione la responsabile, verso via Roma, dell’applicazione del regolamento che per la prima volta prevede un ente a cui affidare la struttura: «Abbiamo appaltato il servizio chiedendo più professionalità e abbassando i costi - afferma l’assessore al welfare Arnaldo De Pietri -; Sucar Drom si è candidata, ha fatto l’offerta migliore rispetto ad Aster e l’esperienza per compiere il mandato non le manca; quindi, ci aspettiamo che assolva al meglio gli impegni che si è assunta, pena l’annullamento del contratto».
Sucar Drom si è aggiudicata l’appalto chiedendo al Comune 22.440 euro (Iva compresa) per gestire il campo per un anno e mezzo; Aster aveva proposto di farlo per 23.400 euro. «Prima - dice l’assessore - alla Sucar Drom erogavamo 20mila euro all’anno per la gestione del campo, più 10mila euro per le attività di mediazione culturale. Da adesso con 22.400 euro garantiranno il servizio sino a fine 2012, fermo restando i 10mila euro, che 3-4 anni fa erano 40mila, per la mediazione culturale».
Soddisfatto il segretario di Sucar Drom, Carlo Berini, per l’esito della gara: «Noi - ricorda - abbiamo gestito direttamente il campo dal 1994 al 2003 e dal 2006 al 2011 sempre in maniera impeccabile e siamo riusciti, in quel lasso di tempo, ad aiutare ben 15 famiglie a trovare una sistemazione fuori dal campo. Le cose, invece, non sono andate sempre bene quando, dal 2003 al 2005, l’ha gestito direttamente il Comune . Sia chiaro, però - precisa - che il nostro obiettivo non è la gestione del campo ma la sua chiusura, un tema sul quale il Comune sta nicchiando. Dopo un anno di incontri esplorativi sul tema, mi aspetto qualcosa di concreto. Abbiamo quattro famiglie pronte ad uscire dal campo e penso che sia arrivato il momento per dar loro una spinta». L’assessore De Pietri non si tira indietro: «Abbiamo già attivato un tavolo con vari soggetti in cui affrontare il problema del lavoro, della scolarizzazione e dell’abitazione per le famiglie del campo. Di volta in volta quel tavolo sarà allargato per affrontare altre tematiche specifiche».
Il nuovo regolamento introduce norme più severe per scandire la convivenza tra famiglie rom e sinte. E’ stato anche aumentato il costo della sosta per i nomadi e sono rincarate, per loro, anche le bollette di acqua, luce e gas. I residenti sono stati responsabilizzati di più, nel senso che dovranno curare la manutenzione ordinaria del campo e rispondere di eventuali danni. Il tutto sotto la vigilanza attenta del nuovo ente gestore.
di Sandro Mortari