Nevi Yag, Yoska tra noi Numero speciale in memoriam
Questo numero 49 di Nevi Yag, luglio 2011 è interamente dedicato a Padre Andrè Barthèlemy, più conosciuto col nome di Yoska, in occasione del ventesimo anniversario della sua morte. Yoska è stato un pioniere dell'apostolato del mondo degli zingari. Ha avuto delle intuizioni folgoranti i cui risultati sono ancora oggi ben presenti. In particolare egli ha fondato il CCIT e la rivista Nevi YAG (che proprio nel suo prossimo numero consacrerà un articolo sul CCIT). E' dunque giusto che gli rendiamo omaggio. Lo abbiamo voluto fare anche pensando a coloro, sempre più numerosi, che non lo hanno conosciuto, ma che conoscono il suo nome. Noi vorremmo che il suo messaggio, che è la sua vita, resti attuale e sia uno stimolo per ciascuno. Ne abbiamo veramente bisogno! Questo numero non ha la pretesa di essere una biografia completa di Yoska. Esso raccoglie solamente alcuni articoli e testimonianze di coloro che lo hanno conosciuto, accompagnato sulle "vie degli zingari" e altrove, e che fanno apparire alcune sfaccettature della sua personalità. La scoperta del mondo zingaro e l'amore che ha per esso lo faranno viaggiare, sia ad est, ancor prima della caduta delle frontiere, che verso ovest, per incontrare le etnie Rom, Sinti, Gitans, Yéniches. Su questo cammino, seppe motivare la Chiesa ed un certo numero di persone ad aprirsi a queste popolazioni spesso emarginate, escluse dalla società maggioritaria. Si applicò a far conoscere la loro cultura, a iniziare o a promuovere dei pellegrinaggi, a lottare contro l'analfabetismo, a far nascere o a rinforzare le cappellanie, e molte altre iniziative. La maggior parte della sua vita di uomo e di prete fu consacrata al servizio degli zingari e della Chiesa. La sua tenacia è stata la sua arma temibile: essa gli ha permesso di superare gli ostacoli. Uomo e prete dal carattere ben temprato, non si è mai lasciato scoraggiare e la sua spiritualità forte e profonda gli ha donato un'audacia ed un coraggio a prova di bomba per far condividere il suo amore per gli zingari ed un senso della Chiesa cattolica.
Ci lascia in eredità, come esempio, un dinamismo, una fede, una tenacia che ancora oggi ci possono guidare e dalla quale noi possiamo attingere.