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Sabato 21 Marzo 2026
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 Primo piano - Un'estate con A. 
Un'estate con A.   versione testuale


15.11.2011 Anche quest’estate ho deciso di portare in vacanza con la mia famiglia A., una bambina rom compagna di scuola di mia figlia.
A. ha begli occhi scuri scintillanti, capelli neri lunghi e morbidi, è molto gentile e socievole, è tranquilla, affettuosa e serena. La conosco dal novembre 2009, quando venne effettuato lo sgombero del campo rom di Rubattino, avvenuto nel freddo, nelbuio, nel fango e nella distruzione.
Da allora, giorno per giorno, ha acquistato gradualmente fiducia nelle persone che l’hanno sostenuta: mamme, maestre, compagni di scuola e volontari della Comunità di Sant’Egidio; ha permesso che si potessero tessere intorno a lei relazioni di amicizia, di aiuto e i suoi momenti di buio e di chiusura sono stati sempre meno. I suoi occhi hanno cominciato a ridere e si è affidata completamente alla nostra compagnia, alle nostre attenzioni e alle nostre cure e la mia famiglia è diventata anche la sua.
A. ha una mamma, un papà e dei fratellini con cui da un po’ vive in una casa ad affitto calmierato: il suo papà è riuscito a trovare un lavoro, i suoi fratellini entreranno anche loro a scuola e all’asilo e così avranno il giusto posto in mezzo agli altri bimbi, la sua mamma sta migliorando il suo italiano grazie alla frequenza di un corso per stranieri e sta facendo lavori come domestica in un agriturismo e in qualche abitazione privata. Dal canto suo, A. continuerà il suo percorso di studio, che è diritto fondamentale di ogni bambino e che per lei significa anche conquista di rispetto, di dignità e promessa di un futuro migliore e meno fragile. Quest’estate A. ha imparato a giocare a ping pong, ha fatto i compiti, ha letto tanto, è stata all’aria aperta e ha conquistato anche i nonni (i miei genitori) raccontando tante storie dei suoi parenti in Romania. È talmente entrata in famiglia che ho dovuto dirimere e gestire momenti di gelosia da parte della mia bambina, che ha percepito come questo legame stia diventando sempre più forte e profondo e da figlia unica ha dovuto fare i conti con un’altra presenza con cui dividere affetto, attenzioni, spazi, giochi e attività.
Questo, anche se a volte è un po’ faticoso per me e difficile per mia figlia, penso sia un altro bel risultato, insieme al fatto che si è iniziato ad abbattere pregiudizi, ad accorciare le distanze, a difendere diritti fondamentali e a creare relazioni strette. Anna Cossovich santegidio.rubattino@gmail.com ("Popoli.info" lettere e commenti)