Bonificata la pineta Acque Rosse via le baracche e 25 famiglie rom
29.11.2011 A Ostia sgomberato il micro accampamento. Il responsabile della Caritas, De Donno, aveva scritto ad Alemanno "forte con i deboli. "A due giorni dal regolamento di conti fra bande lei non fa altro che cacciare i pacifici rom".
Abbattute le baracche della pineta Acque Rosse: sgomberate venticinque famiglie rom. Giovedì mattina i vigili urbani di Ostia con l'aiuto del Gssu di Roma si sono addentrati intorno alle 9 nel cuore della pineta. I rifugi di fortuna e le piccole baracche organizzate in un piccolo campo nomadi sono state quindi buttate giù mentre le persone, per lo più stranieri dell'Europa dell'Est, sono stati riconosciuti e fatti allontanare. L'operazione di bonifica è avvenuta poco distante l'asilo dove lo scorso 14 ottobre i militanti del Popolo di Roma avevano attaccato il cartello-shock: "Via il degrado rom".
Intanto la recente bonifica ha subito suscitato molte polemiche, tanto che il responsabile della Caritas, De Donno ha scritto una lettera aperta al sindaco Alemanno e al presidente del XIII municipio Vizzani: "Signor Sindaco, mi permetta di affermare che Lei è veramente "forte con i deboli e debole con i fortì"", ha scritto "Sono appena trascorsi due giorni dal feroce regolamento dei conti tra bande mafiose e malavitose di Ostia con il triste esito di due omicidi e il nostro Sindaco non trova altro da fare che perpetrare l'ennesimo sgombero, con l'uso di coltelli per squarciare tende, materassi e coperte, del micro Campo dei pacifici Rom alle Acque Rosse di Ostia! A cosa serve distruggere senza costruire? O si fa finta di non sapere che le stesse persone sgomberate una volta non hanno altra alternativa che ricollocarsi o a qualche metro di distanza se non addirittura allo stesso posto?".
Disappunto anche dal Sel XIII (Sinistra ecologia e libertà):" Riteniamo assurdo e sconcertante", dice il coordinatore Sandro Lorenzatti "che le autorità e l'amministrazione abbiano potuto organizzare ad Ostia una operazione di polizia per sgomberare un campo di pacifici rom, infierendo peraltro sulle loro masserizie, a soli 2 giorni da gravi fatti criminali che sono solo l'ulteriore prova del consolidarsi del crimine organizzato nel nostro territorio come a Roma. Nel momento in cui è necessario dirigere ogni sforzo ed ogni risorsa alla lotta al crimine autorità e amministrazione ritengono opportuno dedicare tempo per cacciare pochi nomadi da un piccolo campo". di FLAMINIA SAVELLI