Rom, poveri e italiani. Ma un terzo lavora Sono 170mila e più della metà sono nostri connazionali. Il 60% minorenni e vorrebbero una casa stabile, non ghetti
13 giugno 2012 Lavorano anche se non in regola, si spostano per necessità come i migranti, preferiscono abitare in case e non in campi-ghetto, quindi basta chiamarli nomadi. La prima indagine nazionale sulla condizione di rom e sinti, presentata ieri a Milano dalla Casa della Carità, smentisce i pregiudizi radicati in Italia sul «popolo del vento». Curata in collaborazione con il consorzio Aaster e svolta nel progetto «Eu Inclusive», la ricerca copre un buco tutto italiano.