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Circensi: un volume di don Luciano Cantini


Roma – Esce il volume di don Luciano Cantini “Pompelmo, il circo e don Luciano” (Ed. Edb) e il quotidiano “Avvenire pubblica una recensione a firma di Roberto Beretta. Accanto un articolo dello storico del Circo, Alessandro Serena che sottolinea l’impegno della Chiesa in questo settore a partire da don Bosco che nei primi decenni dell’Ottocento, sale sulla fune, intuendo la grande potenzialità delle discipline dello spettacolo popolare nell’attirare i giovanissimi verso le funzioni religiose, forse considerate più noiose, spiega Serena. Un secolo e mezzo dopo un religioso spagnolo, padre Jesus Silva, dopo aver fondato a Belposta, in Spagna, la Ciudad de los Muchachos, una comunità di trovatelli, sceglierà le arti circensi non già per distrarli quanto per far loro capire come il sacrificio e l’impegno quotidiano siano l’unica via. Recentemente ricordiamo don Dino Torreggiani, che nel 1931, giovane prete viene chiamato dai giovani della sua parrocchia: in una carovana c’era gente che piangeva perchè una donna stava per morire. Don Torreggiani lasciò tutto, e recatosi a portare i conforti religiosi alla moribonda fu edificato dalla fede e dall’accoglienza di quelle persone. Una fede e una devozione popolare che lui non conosceva e non è conosciuta neanche oggi. Morta la donna egli volle celebrare i funerali. Alcuni giorni dopo si recò nuovamente nella zona dove sostava quella carovana. Ne trovò un’altra. Don Torreggiani guardava come se stesse cercando qualcosa. Una donna, accortasi della sua presenza lo chiamò, invitandolo ad avvicinarsi e dicendogli: “siamo anche noi cristiani”. “Da lì è nato quel rapporto con i circensi e ha capito che in quelle persone c´era gente ben disposta, in attesa”, spiegava a “Migranti-press” p. Emanuele Benatti in una intervista in occasione del centenario della nascita del fondatore dei Servi della Chiesa. Un popolo, quello dello spettacolo viaggiante, che si sposta da un luogo a un altro e, non avendo luogo fisso non frequenta né la scuole né la parrocchia. Per questo don Torreggiani “ha voluto dare loro un punto di riferimento non solo ecclesiale ma anche culturale e civile”.
 Nel volume di don Cantini – già direttore, per cinque anni, dell’Ufficio Migrantes per la pastorale dei circensi – una riflessione sull'esperienza di accompagnamento pastorale per queste persone sempre in mobilità.