Ivonne Tonarelli*
La Migrantes è da tempo impegnata nel settore della scuola per far si che rappresenti per tutti i ragazzi un opportunità di crescita. In particolare come operatori ci siamo concentrati sulla mediazione del conflitto in ambito interculturale, il progetto “Incontri Amici” attivo da 15 anni, e il progetto Spettacolo Viaggiante volto a favorire l’apprendimento dei bambini dello spettacolo viaggiante che hanno problemi di continuità scolastica a causa del cambiamento di piazze da parte dei genitori nel periodo scolastico.
Ambedue i progetti hanno riscosso grande interesse sia nelle famiglie che hanno potuto apprezzare una maggiore attenzione da parte delle scuole sia nella fase di accoglienza che nella cura delle attività didattiche, sia da parte delle scuole che hanno superato il senso di solitudine e di inadeguatezza.
Abbiamo realizzato una serie di interventi negli anni rivolti in un primo tempo alla formazione dei docenti volti a definire le modalità di accoglienza, il rapporto con i genitori, le diverse chiavi interpretative legate al linguaggio verbale e non verbale che caratterizzano la comunicazione interculturale. Inoltre si è trattato di analizzare la specificità di ogni gruppo linguistico e culturale per superare stereotipi e pregiudizi che ostacolano la comunicazione.
Inoltre i progetti prevedevano il coinvolgimento delle famiglie, un passaggio essenziale per garantire il successo scolastico, garantire la frequenza dei ragazzi e promuovere la centralità della scuola e della sua funzione educativa e formativa. Nel caso delle famiglie dello spettacolo viaggiante come operatori pastorali si intrattiene da anni rapporti nelle diverse piazze toscane anche attraverso una serie di attività: catechismo, sostegno alle famiglie in difficoltà, sostegno nell’organizzazione di momenti importanti per la comunità: battesimi, comunione, cresime e purtroppo anche funerali; attività che hanno reso la relazione molto proficua e facilitato negli anni percorsi di crescita comune.
Scendendo nell’analizzare i due progetti possiamo sottolineare come nell’ambito del Progetto dello Spettacolo Viaggiante, la formazione dei docenti ha messo in luce le difficoltà di comunicazione tra le scuole interessate dal fenomeno per cui si è proceduto ad una analisi delle scuole frequentate e alla somministrazione di un foglio notizie che anche graficamente richiamasse la categoria, su cui gli insegnanti possono indicare i progressi fatti dai bambini, le attività realizzate e il programma sviluppato. Inoltre è stato definito un protocollo di accoglienza che faciliti il rapporto tra le scuole e la famiglia.
La crescita della consapevolezza da parte delle famiglie dell’importanza della scuola ha fatto crescere anche le aspettative per un prolungamento dell’istruzione anche ai gradi superiori, richiesta a cui in questi ultimi anni stiamo tentando di fornire delle risposte mutuando l’esperienza fatta per la scuola primaria e secondaria.
Per quanto riguarda i progetto Incontri – Amici negli anni ha evidenziato due ambiti quello laboratoriale volto a superare pregiudizi e stereotipi attraverso la conoscenza “dell’altro” e laboratori di L2 in grado di fornire al bambino straniero gli strumenti linguistici di base sviluppare l'italiano utile sia alla scolarizzazione che alla socializzazione in generale;Sviluppare l'italiano "per studiare". L’attività laboratoriale invece si pone i seguenti obiettivi:avorire la conoscenza, attraverso l'uso di materiali che mettano a confronto analogie e differenze di aspetti culturali di altri Paesi;cquisire consapevolezza dell'esistenza e pari dignità di tante culture; superare attraverso la conoscenza, stereotipi e pregiudizi rispetto alle culture altre.
La metodologia e gli interventi educativi realizzati hanno permesso di raggiungere una serie di obiettivi quali:l'integrazione, poiché realizza dispositivi di accoglienza e fa conoscere aspetti culturali altri;l'interazione, poiché porta alla scoperta delle differenze e delle analogie tra individui e gruppi e al riconoscimento di punti di vista diversi, attraverso il confronto, provoca l'analisi e la decostruzione degli stereotipi e di pregiudizi, considera il processo d'incontro e di “rimescolamento” come il terreno privilegiato dell'intervento educativo; la relazione, poiché attraverso l'incontro e lo scambio facilita e promuove i processi di cambiamento e scambio reciproco, sostiene la gestione dei conflitti e la negoziazione, è attenta alla dimensione affettiva, allo “star bene insieme e con le proprie differenze” e il decentramento, poiché attraverso il riconoscimento dei diversi punti di vista, aiuta a mettersi nei panni degli altri, permette di dare significato e di contestualizzare fatti e comportamenti nostri e altrui, aiuta a conoscere se stessi e a conoscere gli altri.
Negli anni abbiamo dovuto triplicare gli interventi ritenuti sempre più indispensabili da parte delle scuole ma anche da parte dei genitori per la riuscita del percorso scolastico e soprattutto del processo di integrazione nella società italiana, e noi aggiungiamo una strada obbligata se vogliamo costruire una nuova società che assuma come paradigma il multiculturalismo, l’integrazione e la pluralità religiosa rafforzando un modello interculturale dove niente si annulla ma ogni differenza diventa il tassello di un mosaico di colori, profumi e sapori.
*direttore Ufficio Migrantes diocesi di Massa-Pontremoli